OSTINATO INVERNO

Quasi con una punta di malinconia pubblico una piccola sequenza di foto come omaggio a questo ostinato inverno, lungo e freddo – pare - più del normale.
Lo saluto perché sono iniziate le piogge e perché dopo l’ultima grandiosa nevicata della settimana scorsa, sono apparsi uccellini in quantità che cantano contenti dell’inevitabile fine dell’inverno. Mi affido al loro istinto, molto più allenato del mio, che invece mi ha tradito ad ogni fine nevicata.

Ho vissuto nel bianco. Ci sono stati giorni in cui tutto è sparito, gli alberi si sono piegati e ciò che veniva ricoperto da questa spessa e leggera coperta bianca assumeva nuovi connotati e nuova personalità. Le cose banali non lo erano più e come sotto al velo della verità le cose sono apparse per ciò che realmente sono:



colonne col cappello come guardiani ritti e attenti davanti a casa,



quello che credevo un cespuglio d’edera lasciato all’incuria è invece un’elegante medusa, enorme e materna


e i contatori del gas si sono rivelati nella loro essenza di gnomi.




Ora, quando vado a passeggio col cane e rivedo tutto tornato a fingere la banale quotidianità, dentro di me sorrido perché conosco la verità!

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