DISORDINE E DECOMPOSIZIONE: TUTTA UNA PROMESSA!


La neve si sta sciogliendo velocemente. I miei occhi, ormai saturi di colore bianco, scoprono con stupore tutto ciò che bianco non è. Sui sentieri che percorro, ormai corrono rivoli d’acqua alimentati di continuo, non solo dallo scioglimento della neve ma anche dalla pioggia leggera, che oggi ci ha accompagnato fino a pomeriggio inoltrato.
Sotto lo strato di neve hanno riposato in questi ultimi mesi tutti i resti dello scorso autunno. Gli unici colori che compaiono in questo momento sono colori marci, umidi, non germogli, ancora, ma detriti, rifiuti, scarti della natura sorpresi dalle prime nevi di novembre e poi rimasti intrappolati fino ad oggi.
La passeggiata di oggi è stata un allarme per i sensi, il cane ed io eravamo in agitazione: odori, colori, suoni, tutto nuovo. Nulla di speciale in fondo ma è stato come assaporare la prima arancia dopo una settimana di digiuno.
La neve ha trascinato, schiacciato, bagnato: legni, foglie, ricci, castagne, pietre…Tutto fuori posto a lasciare spazio a ciò che di nuovo verrà. Un disordine previsto dalle leggi della natura, una decomposizione che sarà humus per le nuove generazioni.
Nonostante avessi i miei soliti cinque strati, dalla canottiera lana-cotone alla giacca e il cappello, una goccia del disgelo, dall’alto di un ramo, si è tuffata entrando giusto in quel punto alla base delle vertebre cervicali, che, chinando la testa per guardare il suolo, si è scoperto per un attimo.
E’ stato il primo bellissimo brivido di primavera!

NATALE CON I TUOI, PASQUA CON CHI VUOI

Parlo al telefono con mia madre per organizzare la mia visita pasquale in famiglia. Trascorsi diversi minuti di conversazione riguardanti i miei piani di partenza e di permanenza presso di loro, scopro che a partire dal giovedì fino al lunedì successivo non saranno a casa, perché partono insieme al resto della famiglia, fatta eccezione per l’ultraottantenne zia, per un viaggio in centro Italia.

Rivedo le mie date di partenza e faccio alcune considerazioni:

- ho vissuto all’estero diversi anni, quindi è normale, sebbene adesso viva a 150 km di distanza, non essere consultata per occasioni familiari, come quella pasquale, alle quali per diverso tempo non sono stata presente;
- nonostante un'attuale momentanea situazione vitale di quelle in cui una si chiede se ne uscirà sana, è evidente che riesco a comunicare benessere e forza d’animo (per giunta senza fingere);
- la consanguineità può non essere sinonimo di forte presenza affettiva e attenzione ai dettagli;
- per fortuna ogni tanto cadono piccoli schemi micro-sociali che uno, anche involontariamente, costruisce dentro di sé perché, seppure questo crei piccoli scompensi interiori, aiuta a mantenere elastica la parte pensante del cervello e in allenamento la capacità di cambiamento delle prospettive;
- unita ad una un po’ infantile sensazione di "orfanità" ho percepito la vertigine della vera libertà, quella che ti lascia veramente sola con te stessa senza bisogno di esigerlo.

OSTINATO INVERNO

Quasi con una punta di malinconia pubblico una piccola sequenza di foto come omaggio a questo ostinato inverno, lungo e freddo – pare - più del normale.
Lo saluto perché sono iniziate le piogge e perché dopo l’ultima grandiosa nevicata della settimana scorsa, sono apparsi uccellini in quantità che cantano contenti dell’inevitabile fine dell’inverno. Mi affido al loro istinto, molto più allenato del mio, che invece mi ha tradito ad ogni fine nevicata.

Ho vissuto nel bianco. Ci sono stati giorni in cui tutto è sparito, gli alberi si sono piegati e ciò che veniva ricoperto da questa spessa e leggera coperta bianca assumeva nuovi connotati e nuova personalità. Le cose banali non lo erano più e come sotto al velo della verità le cose sono apparse per ciò che realmente sono:



colonne col cappello come guardiani ritti e attenti davanti a casa,



quello che credevo un cespuglio d’edera lasciato all’incuria è invece un’elegante medusa, enorme e materna


e i contatori del gas si sono rivelati nella loro essenza di gnomi.




Ora, quando vado a passeggio col cane e rivedo tutto tornato a fingere la banale quotidianità, dentro di me sorrido perché conosco la verità!