A ME GLI OCCHI...

Cala la sera e cerco una luce da accendere. Sono in casa di un'amica, sola col suo gatto. La casa è moderna e di design,ci vorrebbero le istruzioni per l'uso: non trovo l'interruttore, probabilmente ci sarà un collegamento con qualche telecomando che non trovo. Resto al buio. Sento delle zampate: è il gatto. Io sono in difficoltà, vedo a fatica le lettere da digitare quando stacco gli occhi dal monitor luminoso, lui invece sta cacciando un piccolo insetto che cerca di allontanarsi dalle sua unghie. Lo vedo grazie alla poca luce che ancora entra dalla finestra aperta.
Il gatto, che nella cattiva foto si gode la vista dal balcone e ora si sta dedicando ad attività venatorie tipiche della sua razza, ha occhi di vetro, grigi laghi inespressivi. Eppure guarda l'insetto, lo segue con lo sguardo mentre si allontana sperando di farla franca.
A volte guarda anche me: mi sento osservata dalle sue orecchie che si muovono in continuazione un po' nervosamente, mi vede con i lunghissimi baffi, con il folto pelo grigio. Tutto di lui è diventato ricettivo, probabilmente anche parti del corpo che altri gatti, impigriti dall'assenza di necessità, hanno dimenticato di avere.
Mi è capitato di provare un tremendo senso di colpa nel vederlo picchiare di muso contro una valigia posata per sbaglio proprio nel bel mezzo di un percorso per lui ormai tranquillo, dove l'attenzione puo' permettersi di abbassarsi.
In altre occasioni, al contrario, mi sono meravigliata altrettanto profondamente nel vederlo percepire, ad un metro di distanza, un paio di ciabatte lasciate in mezzo alla cucina. Salta sui mobili, ne scende, possiede un sensore millimetrato, antenne, mi immagino il suo cervello illuminato dai contatti sinaptici, come un generatore di energia.
Mi scuso per questa meraviglia che provo di fronte a un gatto cieco. La cecità mi fa paura, la conosco poco, poche persone non vedenti hanno incrociato il mio cammino. Batuffolo, il gatto, in questi giorni si lascia conoscere e attraversa, con la sua normalità inusuale, le mie percezioni.
Non ci vedo proprio piu' niente, il buio è totale. Spegnero' il computer e con l'unico senso che posso chiamare in mio aiuto, quello del tatto (a mani tese per salvarmi il naso!), cerchero' di ridare luce a questa situazione. Ho già terminato la mia poca resistenza alla semi-oscurità.